lunedì 25 gennaio 2010

Beyond the Mirror

Ho appena provato quello che ritengo al momento un gioco molto promettente.
Beyond the Mirror incentra la narrazione intorno ai temi cari a Bladerunner e per gli amanti del film non può che essere un'ottima occasione per rivivere il sapore forte di questo cult-movie.
Il gioco è ancora in fase embrionale, ma si vede già dove l'autore (Tazio Bettin, conosciuto come Suna su GcG) vuole arrivare e secondo me la strada è buona.
C'è un incidente che accomuna tutti i personaggi e dà un motivo per unirli nello stesso racconto.
Nel mio Playtest, una stazione orbitante extra-mondo degli anelli di Saturno è esplosa e il mio personaggio è uno dei sopravvissuti; ho giocato uno scienziato ex-carcerato, mandato su questa colonia penale come responsabile di una delle squadre di ricerca.
L'altro PG coinvolto era una detective che doveva capire se qualche replicante fosse coinvolto nell'incidente.

I personaggi sono caratterizzati da tre memorie, delle vere e proprie "polaroid", scatti di momenti fissati nel tempo, senza consecutività e senza divenire. Queste memorie sono il motivo per cui si gioca: il sistema porterà il gruppo a capire se si tratta di memorie vere o di memorie instaurate e/o finte.
A seguito dei conflitti ogni Memoria riceverà un segnalino Aurora o uno Crepuscolo e quando ci saranno tre segnalini di un tipo, la memoria sarà vera (3 Aurora) o finta (3 Crepuscolo).
Oltre a questo, ogni personaggio ha un punteggio di Stress che cresce col gioco e con i fallimenti dei conflitti.
Esiste un play-status tale per cui un personaggio viene automaticamente decretato "replicante".

A seguito del play-test ho suggerito a Suna un paio di punti sia di Color sia di Sistema sul quale secondo me è possibile spingere, tipo l'obbligo di avere nel cast dei personaggi un detective; non importa che sia giocante o non giocante, ma l'indagine simil-poliziesca offre una maggiore possibilità di sviluppare personaggi che sono messi sotto stress da un interrogatorio dal quale possono uscire "diversi", nel senso di scoprirsi replicanti; anche la definizione delle tre domande iniziali che portano alle tre Memorie è da sistemare, ma sicuramente è solo un problema di forma.

Il Conflitto gira su 1d6, +3dFudge. Il d6 decide chi vince la posta, mentre i 3dFudge "colorano" i ricordi legati alla Memoria che viene ritenuta pertinente al Conflitto. C'è la possibilità di "spendere" i risultati Fudge per modificare il risultato del d6, oppure sacrificare punti del d6 per far diventare positivi i dadi Fudge.
Meccanica stimolante, ma serve, secondo me, una sorta di Reflective Narration a seguito del tiro per lasciare che il giocatore dia una "giustificazione narrativa" al risultato Fudge.

Spero di rivedere il gioco aggiornato molto presto, perché è quel genere di regolamenti che trovo davvero suggestivi e intriganti perché costruiscono gioco sull'esplorazione psicologica, piuttosto che fondare psicologie fisse con cui giocare.

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